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La celebrazione della settimana santa è un rituale religioso molto sentito a Verolengo: la processione del venerdì santo è certamente l'espressione maggiore della devozione popolare; essa rappresenta comunque soltanto un momento del rito pasquale, sebbene il più elevato. Questa celebrazione è realizzata col contributo degli aderenti alle varie confraternite, dai fedeli che partecipano direttamente alla cerimonia o come spettatori, con il rischio che le condizioni meteorologiche, data la stagione, compromettano lo svolgimento del sacro rito. E' merito quindi della tenacia delle confraternite, dell'attenta sensibilità del clero locale e della partecipazione della popolazione, rappresentata ufficialmente dall'Amministrazione civica, se perdura questa tradizione.
Il corteo che si svolge lungo Corso Delio Verna è aperto dalle tre Marie, seguite dai bambini della prima comunione con gli attrezzi (cioè gli oggetti che compaiono durante lo svolgersi della Passione), ci sono poi le donne disposte su due file. Dietro loro le priorate delle Confraternite: Corpus Domini, S. Orsola, Assunta, S. Rosario, Madonnina e SS. Trinità, per un totale di 12 persone; la Veronica che mostra un panno col volto di Cristo ed ha i capelli reclinati sul volto; il corteo degli uomini; il Cireneo che porta la croce (la stessa che serve da supporto per il Cristo che giace sul cataletto); segue poi la banda musicale e la sindone portata da sei bambini; il clero vestito con un piviale giallo-oro; dietro i cantori; i priori di San Michele (un uomo e una donna); il Cataletto, attorno al quale gravita tutta la processione; dietro al catafalco gli Apostoli, abbigliati con tuniche e barbe finte; dopo ancora il Gonfalone del Comune con una rappresentanza del Municipio e la autorità civili; la Maddalena vestita di nero ed infine l'Addolorata che chiude la processione.
IL CATALETTO
Il cataletto oggi in uso risale probabilmente al 1843. Interamente costruito in legno, dipinto con colori nero e oro, è sormontato da quattro colonne di colore verde marmorizzato che terminano con un capitello dorato reggenti un baldacchino, al centro del quale è inserita una colomba simboleggiante lo Spirito santo. In corrispondenza del capo di Cristo, è appesa una coppia di angioletti. La base ha dimensioni identiche, su di essa giace il corpo di Gesù, ricoperto da un velo di tulle che permette di vederlo in trasparenza.
IL CRISTO MORTO
La statua del Cristo è la stessa che normalmente sta sulla croce nella chiesa di San Michele; il simulacro ha gli arti superiori snodabili a livello delle spalle, quindi è possibile sistemarli lungo il corpo. Dalla sommità alla punta dei piedi il corpo misura cm. 180, mentre la larghezza delle braccia distese sulla croce, da dito medio a dito medio, è di cm. 170. Nonostante la presenza quasi certa di restauri, si propende prudentemente per una datazione intorno al sec. XVI.
LA CROCE
La croce, portata in processione dal Cireneo, presenta fattura sobria ma elegante: dipinta di nero, evidenzia un bordo esterno rialzato di color oro su entrambi i lati. Le dimensioni sono considerevoli: l'asse verticale misura m. 3,50 quello orizzontale m. 2,20.
GLI ATTREZZI
Durante la processione i bambini tengono in mano una serie di oggetti che simbolicamente richiamano ai diversi momenti della Passione; un primo gruppo di oggetti si riferisce all'arresto di Gesù nell'orto del Getsemani, ai piedi del monte degli olivi:
Una seconda serie riguarda i processi contro Gesù:
Infine, una terza categoria di oggetti si riferisce alla crocefissione:
Tutte queste notizie sono state prese dal libro scritto dal professor Fabrizio Spegis e dal professor Guido Forneris, intitolato: "La settimana santa a Verolengo".
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