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La Cascina Piccono è inserita in un contesto agricolo situato nelle campagne verolenghesi ad est del capoluogo, sulla riva sinistra del Canale Cavour. Ledificio può essere facilmente raggiungibile percorrendo la statale 31 bis e seguendo le indicazioni per il vicino centro abitato di Arborea.
Le prime notizie storiche sulla Cascina Piccono risalgono al 1669 quando, sul catasto per consegnamenti (Archivio storico di Verolengo) si ha notizia di Cascina, prato, campo ed alteno tutto e similmente allArborea [ ] di proprietà dei Conti Piccono di S. Brigida. Oltre alla descrizione vengono riportate le dimensioni che consistono in giornate 142 tavole 61 [ ]. Non essendo un catasto figurato non è possibile risalire alla forma e alle dimensioni dei fabbricati che compongono la cascina.
Le notizie successive risalgono al 1719 con il catasto campagnolo (Archivio storico di Verolengo) che, oltre a descrivere i possedimenti del Barone Picono delinea la forma totale della proprietà terriera senza però indicare il luogo e laspetto della cascina.Nel 1777, dallinventario fatto da Monsignor Pochettini, vescovo dIvrea, durante la sua visita pastorale in Verolengo si rileva la presenza di un sacello sub titulo B.M.V. ad Nives regione dicta Arborea Piccono(lattuale chiesetta della cascina)
Il primo catasto figurato, dove possiamo notare il perimetro della cascina, è quello napoleonico che risale al 1802, ma le prime immagini particolareggiate della cascina risalgono al 1808 con due catasti figurati (catasto agricolo rilievo topografico) conservati presso il Comune. Da queste prime rappresentazioni grafiche si può notare come la cascina non sia rimasta immutata nel tempo ma abbia subito continue modifiche fino a raggiungere il suo attuale impianto.
Lultima notizia risale al 1863 ed è rappresentata dal catasto Rabbini, da questo documento è possibile osservare un cambiamento di proprietà: la cascina e i possedimenti del conte Piccono risultano in quegli anni intestati al Thaon di Revel Marchese Emanuele di SantAndrea fu Carlo Ippolito, che ha ereditato la tenuta dalla madre la Marchesa Giuseppina Piccono. Dai documenti catastali del 1939 infine si suppone che a quella data tutta la cascina fosse ancora di proprietà dei Revel.
Dopo la seconda guerra mondiale la cascina è stata più volte venduta, fino a quando non è stata suddivisa in due proprietà secondo la suddivisione che appare ancora oggi
Il complesso agricolo presenta una tipologia di impianto tipica delle cascine della pianura piemontese-lombarda: i fabbricati rurali sono disposti su quattro lati e formano una cintura attorno ad una corte.
La cascina è situata al centro degli appezzamenti di terreno ad essa pertinenti, creando così una suggestiva vista per chi percorre la strada comunale limitrofa.
Attualmente la cascina costituisce centro aziendale per due distinte entità, i confini territoriali delle due aziende inoltre coincidono con quelli della proprietà:
- Azienda famiglia Allasia
- Azienda famiglia Fassino
Nella disposizione originaria, quando ancora la cascina funzionava come una sola unità produttiva, la disposizione dei fabbricati attorno allaia lasciava due possibilità di accesso: una porta principale a est, di comunicazione verso il vicino centro abitato di Arborea ed una porta secondaria ad ovest, di comunicazione con i campi e per il passaggio dei prodotti agricoli.
Loriginaria casa padronale, ora in disuso, ha il fronte principale sul lato est e comprende sia la chiesetta con campanile, che il fabbricato civile vero e proprio, che risulta porticato nel lato rivolto verso il cortile.
Loriginaria casa per contadini è in parte nel lato nord e in parte nel lato est (questultima di proprietà Fassino); sugli altri lati troviamo le tettoie e i fienili per il ricovero del foraggio e degli attrezzi agricoli. La cascina sul lato sud si apre verso uno spazio cintato già in origine da un muretto in pietra e mattoni; verosimilmente poteva trovare qui ubicazione la vecchia stalla che andò a fuoco inseguito ad un incendio nel 1940, ed una parte di podere coltivata ad orto e frutteto.
Attualmente in questa zona si trova la stalla costruita dopo lincendio e le successive parti di stalla edificate di recente.
Sono attualmente adibiti ad abitazione e quindi recentemente restaurati: per la proprietà Fassino tutta la casa dei contadini sul lato ovest, mentre per la proprietà Allasia solo parte della casa padronale sul lato sud-est.
Il pregio architettonico della Cascina Piccono è già facilmente individuabile dagli accessi allaia principale. Laccesso ad est è caratterizzato nella parte padronale dalla chiesa e dallannesso campanile, mentre sul lato opposto una sopraelevazione di un piano della casa per i contadini crea una singolare torretta denominata cà del mago.
Ledificio padronale risulta architettonicamente interessante, per il bel porticato dalle volte a crociera, la grande scala posta allangolo tra i lati sud ed est, il lungo corridoio con volte a crociera e finestre affacciate verso la corte e le grandi stanze con volte a padiglione arricchite da stucchi e decorazioni centrali. Lultima stanza, al primo piano, sopra la sacrestia, è dotata di un balconcino che si affaccia allinterno dellaula della chiesa; anticamente veniva usato per assistere alla funzione liturgica direttamente dalle stanze private.
Salendo nel sottotetto della casa padronale si può notare la presenza di il manto di copertura). La presenza di un vecchio cornicione al di sopra di essa e di segni del colmo del tetto differente dallattuale fa supporre ad una casa padronale originaria a manica semplice sprovvista dellattuale portico e del soprastante corridoio (aggiunti successivamente). Questa supposizione si basa anche sulla diversa epoca di costruzione delle volte: nelle camere sono presenti volte seicentesche, mentre il corridoio e il portico presentano volte settecentesche
Sul lato destro dellingresso principale della cascina si trova la chiesetta dedicata a S. Eurosia. La cappella è di impianto settecentesco (coevo con il portico e il corridoio padronale attigui) e presenta pianta centrale con una piccola abside ad est dove trova spazio laltare. Lingresso dei fedeli avviene direttamente dallesterno della cascina senza alcun tipo di filtro; un secondo ingresso è invece collocato sotto il passo carraio, da qui si accede alla sacrestia e da questa direttamente allaltare. La chiesa non presenta affreschi ma semplicemente tre tele di cui la più importante è dedicata a S. Eurosia e situata alle spalle dellaltare.
Pur essendo una cappella privata attualmente la chiesetta è utilizzata dalla comunità di Arborea per celebrare mensilmente la messa prefestiva. Come vuole la tradizione contadina della frazione, il 17 gennaio, festa di S. Antonio Abate (o il giorno festivo seguente), tutta la gente si riunisce per celebrare la festa del Ringraziamento; i numerosi contadini che popolano il borgo ringraziano Dio dei doni della terra, del tempo favorevole, della salute e di quanto altro ha voluto accordare loro e lo pregano attraverso lintercessione di S. Antonio Abate protettore degli animali per un anno altrettanto ricco e fecondo.
Questo articolo è tratto dalla tesi "Rivivere la cascina Piccono" di Gian Piero Autino e Sabrina Anselmo (Rel. Prof. Arch. C. Comuzio).
Di seguito alcune immagini della Cascina Piccono